La storia del Cartongesso

Pietro Testi • 1 aprile 2022

La storia del cartongesso

La storia che sto per raccontarvi, parla di un prodotto che avrebbe rivoluzionato il mondo delle costruzioni, è la storia di una svolta epocale, da li in poi sarebbe tutto cambiato, questa è la storia del cartongesso dalla sua ideazione, passando per le successive evoluzioni, alla lastra che conosciamo oggi. I fatti qui riportati, sono frutto di ricerca tra le fonti storiche, racconti ed esperienza personale, buona lettura.

La grande diffusione e facilità di reperimento del gesso minerale ha sempre favorito, fin dai primordi dell'architettura lo sviluppo di tecniche costruttive basate sul suo impiego. Già popolazioni, come Babilonesi, Caldei ed Egizi, conoscevano bene l'arte del gesso ma com'è costituito un pannello di cartongesso? Qua occorre parlare un pò di chimica: il solfato di calcio è un composto inorganico con formula CaSo4, conosciuto anche come Gesso di Parigi, si trova naturalmente come gesso minerale. Il minerale viene estratto dalla cava, Il gesso grezzo viene quindi riscaldato per separarlo dall'acqua, quindi leggermente reidratato per produrre l'emiidrato di Solfato di Calcio, il composto viene quindi mescolato con fibre di vetro, plastificante, agente schiumogeno ed eventualmente altri additivi, in base alla prestazione richiesta dal tipo di lastra. La miscela liquida viene quindi colata tra due fogli di cartone, uno sopra ed uno sotto, transita attraverso una serie di rulli che ne determinano la larghezza (generalmente 120 cm) e lo spessore (1,25 cm). Durante il transito sui rulli, la lastra ottiene fin da subito una certa resistenza ma occorre venga essiccata, ragion per cui l'ultima fase, prima della pallettizzazione, è quella di sostare all'interno di un grande forno. A questo punto, la nostra moderna lastra in cartongesso è pronta per l'utilizzo ma veniamo all'ideatore, colui che ebbe per primo l'intuizione di questo processo produttivo.

Augustine Sackett nacque nel Connecticut nel 1841, studiò al Rensseelaer Polytechnic Institute nel 1850, trascorse gran parte della sua vita negli Stati Uniti nord-orientali fino agli ultimi decenni, dove visse con moglie e figlia in Madison Avenue a New York City. Nella seconda metà del 1800: Augustine Sackett e Fred Kane, ebbero l'idea di creare un pannello di: gesso, paglia, catrame e carta, progettarono una macchina per fabbricarlo nel 1880. Nel 1888 svilupparono una lastra denominata "Sackett Board" ottenuta comprimendo il gesso tra strati di carta feltro, il 22 maggio 1894, Augustine Sackett ottenne il brevetto U.S. No. 520123, intitolato "Inside Wall Covering"

Il rivestimento murale sviluppato da Sackett era destinato a sostituire le assi di legno e l'intonaco, la lastra veniva letteralmente inchiodata alle strutture portanti della casa per poi esser successivamente rasata. La Sackett Board era sufficientemente spessa da poter garantire il livello di rigidità richiesto per la formazione di una parete, allo stesso tempo era sufficientemente duttile da permetterne la lavorazione e sufficientemente resistente, da evitare fessurazioni. La lastra per il muro a secco, ridusse i tempi di costruzione sensibilmente, questo fu il primo aspetto a decretarne l'inizio del suo successo. Nei successivi otto anni, Sackett aprì diversi stabilimenti, arrivando ad una produzione nel 1901 di 500.000 metri quadrati di lastre prodotte, un successo inarrestabile ancora oggi in evoluzione, Sackett, è a ragion veduta, considerato il "nonno" dell'industria del cartongesso.

Fin dai primi del '900 la produzione di gesso e derivati era piuttosto frammentata, fino a quando nel 1901, trentacinque compagnie indipendenti si unirono dando vita alla USG (United States Gypsum Company) arrivando a controllare il 50% dell'intero mercato degli Stati Uniti. L'anno seguente la USG sviluppò il suo primo prodotto da costruzione, un blocchetto ignifugo a base gesso, il "Pyrobar". Nel 1909 sempre la USG acquisì la Sackett Plaster Board Company, entrando di fatto nel mondo delle lastre in gesso rivestito, Augustine Sackett, fu direttore della USG fino alla sua morte nel 1914.

Sewell Avery, presidente della USG, fu una figura piuttosto importante per l'azienda stessa, la caratterizzò di una forte divisione di ricerca e sviluppo, nel 1910 fu creato il processo per avvolgere i bordi della "Sackett Board" e furono inoltre eliminati i due strati interni di carta e feltro per sostituirlo con una copertura a base di carta. L'evoluzione della lastra continuò e verso la fine del 1916, una nuova innovazione, portò alla produzione di lastre con un singolo strato di gesso e carta, la chiamarono "Adamant Panel Board" poi un'agente di vendita suggerì di commercializzarla con il marchio aziendale "Sheetrock®" un rivestimento per pareti che non brucia e non si deforma, l'anno successivo la USG ne perfezionò ancora la tecnologia, correva l'anno 1917 ed era appena nato il moderno cartongesso.

Anni turbolenti, era in corso la prima guerra mondiale e precisamente nello stesso anno, la convocazione di truppe americane, determinò una urgente necessità di alloggi militari temporanei, sia nel paese che all'estero. Per soddisfare questa necessità, furono impiegati diversi tipi di materiale da costruzione ma quando un'incendio in caserma, provocò la morte di numerose persone al suo interno, i militari dovettero cercare un'alternativa resistente al fuoco. Il cartongesso era la soluzione ideale e venne adottato dall'esercito come materiale preferito, per la costruzione di alloggi, il cartongesso, si stava facendo conoscere seriamente per le sue prestazioni. Ci vollero però altri 25 anni prima che i costruttori iniziassero ad utilizzare il cartongesso in quantità considerevoli, essi tuttavia erano titubanti, lo consideravano una semplice alternativa scadente rispetto ai metodi tradizionali.

La svolta avvenne quando gli Stati Uniti furono coinvolti direttamente nella seconda guerra mondiale, molta forza lavoro fu dirottata a favore dell'industria bellica, la carenza di manovalanza, indusse i costruttori ad orientarsi verso sistemi costruttivi che richiedessero meno forza lavoro, iniziarono ad utilizzare il cartongesso. Alla fine del 1945 il cartongesso era diventato il materiale da costruzione dominante, durante il boom edilizio del dopo guerra i costruttori approfittarono della rapidità di installazione del cartongesso, garantendosi quindi profitti elevati.

In Europa, la comparsa del cartongesso avvenne nel corso della prima guerra mondiale, poco dopo la sua invenzione. La sua diffusione fu circoscritta alle nazioni più settentrionali dato che era già pratica consolidata in quelle zone, costruire con tecnica a telaio di legno, il cartongesso meglio si adattava alla sua applicazione. La diffusione nel resto d'Europa avvenne negli anni '60 e quindi anche in Italia. Tra i più grandi produttori Europei, un ruolo di primo piano fu subito rivestito da Knauf. La Gebr. Westdeutsche Gipswerke di Iphofen, fu fondata nel 1932 dai fratelli Alfons N. Knauf e Karl Knauf, entrambi ingegneri. Lo stabilimento fu creato a Perl sulla Mosella.

Knauf Italia è stata fondata nel 1977 come sede logistica della multinazionale tedesca, conta due stabilimenti in toscana: uno per la produzione di lastre e profili, l'altro per la produzione di intonaci e stucchi.

Questa storia è in continua evoluzione, una storia che si fonde con la nostra storia aziendale. La nostra collaborazione con Knauf dura da oltre un trentennio, una storia che con volontà portiamo avanti orgogliosamente


ma attenzione....la storia del cartongesso, non è mica finita qui, negli ultimi anni sono state apportate numerosissime innovazioni al sistema: lastre ancora più performanti ai fini antincendio, lastre ad alta densità, lastre per purificare l'aria, lastre da costruzione per esterni (Aquapanel) lastre per sottofondi a secco, lastre per isolamento acustico e tante altre. Il mondo del cartongesso ci appartiene, la passione per il nostro lavoro, ci motiva e gratifica giorno per giorno, questa ricerca, è un'omaggio all'uomo che per primo ebbe l'intuizione, agli ingegneri, gli addetti ai lavori ed a noi applicatori, che giorno dopo giorno, con il nostro lavoro, contribuiamo ad alimentare questa incredibile e fantastica storia.

Autore: Pietro Testi 24 settembre 2024
Le pareti in cartongesso al contrario di quel che si possa pensare, sono estremamente più performanti, in termini di isolamento acustico, rispetto alle pareti costruite con sistemi tradizionali, a parità di spessore. Il fatto che sia una tipologia costruttiva “leggera” per così dire, non significa affatto che si tratti di tramezzi poco isolanti vero piuttosto è il contrario. La tecnologia della parete in cartongesso, la rende un sistema ideale al contrastare la propagazione dei rumori tra locali attigui quindi, andiamo a capirne il funzionamento ma prima va fatta una doverosa distinzione, su due principi fondamentali in acustica: Isolamento aereo: Riduce la trasmissione del rumore da un ambiente all'altro. Assorbimento acustico: Riduce il riverbero o eco del suono all'interno di un ambiente. Quindi isolamento ed assorbimento sono due parametri ben distinti da prendere in considerazione. Spesso la richiesta è quella di isolare un ambiente rispetto ad un'altro per cui ci soffermeremo maggiormente su questo aspetto. Il tema dell'assorbimento acustico o insonorizzazione di una stanza, verrà trattato prossimamente. Come è possibile quindi che semplici lastre da 12,5 mm di spessore e pannelli in lana, riescano ad isolare acusticamente meglio di una parete in laterizio? Il segreto è nella tecnologia che compone una parete in cartongesso, essendo questa una tecnica costruttiva a strati, sfrutta un principio fisico detto Massa - Molla - Massa dove lastre, materiali isolanti ed aria alternati tra loro, costituiscono un sistema ideale per contrastare il propagarsi delle onde sonore aeree. Per approfondire questa tematica complessa ed articolata, è consigliato un consulto con il nostro ufficio tecnico.
Autore: Pietro Testi 21 giugno 2024
L’aver eseguito una stuccatura eccellente è requisito fondamentale per ottenere una superficie finita senza segni. Tuttavia, capita che, anche se il cartongessista ha fatto un buon lavoro, in particolari condizioni di luce si possano notare segni antiestetici. Da cosa potrebbe dipendere? Per quanto possa sembrare strano, i segni sono spesso riconducibili alla tinteggiatura. Per tinteggiare, si può procedere a pennello oppure a rullo ed è importante dilatare bene la pittura, evitando di generare accumuli di materiali tra una passata e l’altra. L’azione deve essere veloce e decisa, perché la pittura tenderà ad asciugare rapidamente. Occorre quindi stendere bene il prodotto in maniera uniforme. L’utilizzo del fondo consolidante è sempre obbligatorio alla prima tinteggiatura. Omettere questo passaggio comprometterebbe l’intera operazione di finitura. Il fondo, nelle nostre installazioni, viene generalmente applicato dai nostri operatori. Utilizziamo il Knauf Tiefengrund, un aggrappante con resina sintetica finissima in dispersione acquosa, senza solventi, a saponificazione molto elevata. Knauf Tiefengrund è consigliato come trattamento preliminare per tutti i tipi di superficie a base gesso, su massetti o come mano di fondo per intonaci a base gesso, calce o cemento, perché uniforma il grado di assorbimento della pittura. Il prodotto è ideale per interni come trattamento preliminare di pareti, contropareti e soffitti prima dell'applicazione di piastrelle, tappezzerie o pitture. 
Autore: Pietro Testi 20 giugno 2024
Abbiamo finito di montare lastre e profili ed è arrivato quindi il momento delle stuccature. Tra i vari passaggi, questa è la fase più delicata di tutte e occorre procedere con molta attenzione. Va detto fin da subito che un buon risultato della stuccatura dipende in maniera imprescindibile da un corretto montaggio del sistema. Il telaio di supporto deve essere integro e correttamente dimensionato, e occorre valutare se sia necessario prevedere o meno dei giunti di dilatazione. Indispensabile, inoltre, è il corretto montaggio delle lastre: le giunzioni non devono mai essere fatte in corrispondenza di spigoli a parete per quanto riguarda i controsoffitti, o in corrispondenza di angoli di porte e finestre nel caso di pareti e contropareti. Occorre inoltre disporre le giunzioni in senso perpendicolare alla luce proveniente dall’esterno e, soprattutto, valutare le attuali condizioni climatiche. È decisamente controproducente procedere alla stuccatura in giornate piovose o particolarmente umide, poiché l’elevata umidità potrebbe essere stata assorbita dalle lastre. Stuccare lastre umide potrebbe causare ritiri plastici con conseguente insorgenza di cavillature. La conservazione delle lastre in cantiere è egualmente importante: è necessario mantenerle riparate e sollevate da terra. 
Autore: Pietro Testi 4 agosto 2023
Vi sarà sicuramente capitato di essere al ristorante, apprezzare l'ottima cucina ma vedersi rovinata l'esperienza dall'incredibile rumore di fondo del locale. Il problema non sono gli avventori bensì la conformazione del locale ed i materiali dai quali è composto. Superfici come vetro, acciaio, cemento, piastrelle, sono superfici altamente fonoriflettenti, anche un soffitto o controsoffitto in cartongesso piatto risultano essere veicolo alla propagazione acustica, il ridondare di queste onde è detto riverbero e cioè la capacità di una superficie a riflettere, in questo caso, uno o più suoni. Possiamo ritrovarci lo stesso problema anche all'interno di uffici con più persone presenti contemporaneamente. Spesso i datori di lavoro non considerano il fatto che un'ambiente silenzioso, permetta una produzione più alta oltre che un maggior benessere dei lavoratori.
Autore: Pietro Testi 21 luglio 2023
Quando ristrutturare, significa rispettare la storia di un'edificio
Autore: Pietro Testi 19 luglio 2023
Una sfida vinta, se dovessimo riepilogare in tre parole l'esperienza nel costruire questa abitazione. Cantiere mediamente grande costruito perlopiù nel periodo invernale e portato a termine in tempi record nonostante si fosse lontani da casa, si perchè qua siamo a Crevalcore tra Modena e Bologna.
Autore: Pietro Testi 17 luglio 2023
Casina Pepe fa parte di un complesso di villette denominato "Villaggio Mazzini" costruito nei primi anni sessanta per dare vita ad una località turistica che negli anni si è sviluppata ulteriormente. Siamo alle pendici del monte Fumaiolo, a Montecoronaro, piccola frazione del comune di Verghereto. Montecoronaro è un antico borgo abitato da circa 35 abitanti tutto l’anno ma in passato è stato uno snodo importante ospitando il palazzo della dogana tra lo stato pontificio e il gran ducato di Toscana.
Autore: Pietro Testi 13 luglio 2023
E siamo arrivati alla terza ed ultima pubblicazione, da parte di Knauf, sul periodico Arkitime dedicato ai progettisti. Già questo di per sè, costituisce un vero e proprio successo, il fatto di esser stati scelti da Knauf per ben tre volte, ci riempie di grande soddisfazione ma oggi non parleremo di questo bensì dell'ennesiomo traguardo guadagnato da Nuova Rinnova.
Autore: Pietro Testi 6 luglio 2023
Il giorno 21 giugno 2023 è una data storica, per quel che riguarda l'Italia del cartongesso. Si perchè per la prima volta nella storia di questo paese, si è fatto un passo in avanti verso il riconoscimento pieno, della figura del cartongessista. Troppo spesso assimilato alla figura dell'imbianchino, dello stuccatore, una sorta di alternativa al muratore che di certo non rende merito ad una professione in forte evoluzione dai notevoli risvolti tecnici. Una vecchia battaglia che sembra finalmente sortire i primi frutti, si perchè nel mese scorso, si è tenuta presso la scuola di posa Knauf la prima certificazione alla norma UNI 11555 , di un gruppo selezionato di applicatori.
Autore: Pietro Testi 23 marzo 2023
Seconda di tre pubblicazioni su Arkitime, siamo a Cesena zona casello autostradale Cesena Sud. Passando per la via che porta al mare, è impossibile non notare l'imponente edificio direzionale e commerciale multipiano. Già dall'esterno si comprende la cura dei dettagli e l'utilizzo di materiali quali vetro, alluminio, acciaio e fibrocemento, correva l'anno 2010.
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